Cosa è il tasso usura ?

Le basi della normativa sull’usura

Il punto di partenza per affrontare la problematica è  l’entrata in vigore della L. 7.3.1996, n. 108, rubricata “Disposizioni in materia di usura”.

Alla predetta è seguito il D.L. 29.12.2000, n. 394, convertito in legge dall’art. 1, l. 28 febbraio 2001, n. 24, il quale concerne l’interpretazione autentica della suddetta legge.

Sulla base dell’anzidetta normativa vengono modificati gli articoli cardine in ambito usura, sia sul piano civilistico che penale.

Articolo 644 codice penale

Tramite il suddetto articolo si fissa il principio che devono ricomprendersi nella nozione di interessi usurari quelli convenuti «a qualsiasi titolo». Si legge testualmente:

“ (1 comma) Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari, è punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da euro 5.000 a euro 30.000. (…)

(3 comma) La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria.

( 4 comma) Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito.

Articolo 1815 codice civile

Il corrispondente in ambito civile è contenuto nel secondo comma dell’art. 1815 cod. civ. (anch’esso modificato dalla legge del 1996), ove si legge:

“Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”.

La rilevazione del Ministero del Tesoro

La L. 108/96, oltre ad apportare le suddette modifiche, introduce anche un “parametro”: ossia prevede che il Ministero del Tesoro, sentita la Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi, provveda all’individuazione,  mediante rilevazioni trimestrali, del limite di usurarietà dei tassi di interesse, denominato anche tasso soglia, superato il quale, da un punto di vista civilistico, gli interessi devono essere considerati usurari.

Conseguentemente, la relativa clausola contrattuale deve considerarsi nulla e, quindi, non sono dovuti interessi in nessuna misura.

Dall’art. 2 comma 1, si legge:

“Il Ministro del tesoro, sentiti la Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi, rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti negli elenchi tenuti dall’Ufficio italiano dei cambi e dalla Banca d’Italia ai sensi degli artt. 106 e 107 del D.Lgs. 1° settembre 1993, n. 385 , nel corso del trimestre precedente per operazioni della stessa natura. I valori medi derivanti da tale rilevazione, corretti in ragione delle eventuali variazioni del tasso ufficiale di sconto successive al trimestre di riferimento, sono pubblicati senza ritardo nella Gazzetta Ufficiale”

Il successivo comma quarto prevedeva (sino al recente intervento del legislatore):

“Il limite previsto dal terzo comma dell’articolo 644 del codice penale, oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato della metà

Ad oggi, in seguito all’intervento della lettera d) del comma 5 dell’art. 8, D.L. 13 maggio 2011, n. 70, il calcolo è stato modificato e risulta:

“4. Il limite previsto dal terzo comma dell’articolo 644 del codice penale, oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali

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