Cosa conteggiare il tasso usura: si alla polizza assicurativa

Restituzione degli interessi per tasso usurario su mutuo

Al fine di verificare lo sconfinamento del tasso applicato sul mutuo è necessario ricalcolare il tasso applicato dall’istituto di credito tramite l’analisi delle clausole contrattuali.

Molto spesso accade che contratti apparentemente non usurari abbiano al loro interno delle clausole di “richiamo e rimando” che rendono illegittimo il tasso in concreto applicato.

Dobbiamo ricordare che la determinazione del tasso ai fini dell’indagine sulla usura deve essere condotta tenendo conto di commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse solo quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito.

In tale prospettiva deve essere ricompresa, nel calcolo del tasso praticato, anche la polizza assicurativa finalizzata alla garanzia del rimborso del mutuo.

Il chiaro tenore letterale dell’art. 644 comma 3 c.p. comporta necessariamente il computo di tutti gli oneri che l’utente sopporti in connessione con l’uso del credito.

In altre circostanze, viene introdotta anche il costo della polizza a garanzia del rischio morte del mutuatario che abbia ceduto il quinto della sua pensione alla banca. Anche questo costo deve essere ricompreso.

D’altra parte, è già stato più volte osservato che la Banca d’Italia svolge una funzione prettamente “statistica”, fornendo i dati utili al Ministero del Tesoro. In tal senso, pertanto,  le istruzioni e considerazioni della stessa Banca d’Italia non possono ritenersi vincolanti per il giudice nell’interpretazione della legge.

La naturale conseguenza di quanto sopra sarà la nullità della clausola che preveda la corresponsione di quell’interesse.

Non da ultimo si ricorda la recente pronuncia della Corte di Appello di Milano, con sentenza n. 3283 del 2013, la quale ha ribadito i principi sopra enunciati nei casi di costi per polizza assicurativa.

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