Calcolo dell’usura: da quando calcolarla

Il momento della rilevazione del tasso usura

Seguendo quanto già espresso in altro articolo, il reato di usura è un reato istantaneo.

Il concetto di reato istantaneo è semplice: la condotta delittuosa si compie in un solo momento (es. il furto).

Il momento in cui si realizza l’usura è quello dell’accordo: ossia della sottoscrizione del contratto di mutuo.

Pertanto è pacifico che sarà quello il momento in cui dovrà valutarsi se il tasso corrispettivo o quello di mora sia superiore o meno al tasso di soglia.

In tal senso deve leggersi anche l’art. 1815, comma secondo del c.c. che afferma: “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”.

Chiaro che agli interessi pattuiti devono sommarsi le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese connesse (escluse solo imposte e tasse), nonché, gli interessi di mora.

L’interesse suddetto sarà usurario laddove complessivamente superiore al limite di legge (tasso soglia) oppure inferiori, ma sproporzionati rispetto alla controprestazione e considerati i tassi medi.

Il tasso usura e lo ius variandi

Ultima considerazione: nel contratto di apercredito (ossia il fido sul conto corrente) è sottoposto allo ius variandi della banca.

Ossia, la banca ha il potere di modificare unilateralmente e durante lo svolgersi del rapporto le competenze economiche spettanti alla banca.

In altri termini, la banca può modificare le pattuizioni originarie nel corso del rapporto. Da ciò se ne deduce che un rapporto originariamente legale, può diventare in itinere usurario a causa delle variazioni applicate dalla banca.

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