Cosa è la commissione di massimo scoperto e la sua illegittimità

Commissione di massimo scoperto in pratica

Forse non tutti sanno cosa sia la “commissione di massimo scoperto”.

Se andiamo ad analizzare l’estratto conto del nostro fido bancario vedremo, tra le varie voci, quella appunto della commissione di massimo scoperto.

La banca ci addebita tale importo calcolandoci una percentuale sullo scoperto realizzato prescindendo dal tempo di utilizzo dello scoperto stesso.

Idee confuse?

In altri termini, la banca, oltre ad applicati gli interessi perché sei in rosso (interessi pertanto legati alla remunerazione del prestito che ti fa l’istituto di credito), ti applica anche un ulteriore “interesse”: la c.d. Cms (o commissione di massimo scoperto).

In realtà, la Cms non è proprio un interesse in quanto non cambia in ragione del tempo come gli interessi veri e propri, ma bensì è un “costo fisso”. Difatti, sebbene connesso alla remunerazione dello sconfinamento del fido si parla di “commissione” di massimo scoperto (e non “interesse”).

Se ti prestano € 1.000 per 10 giorni pagherai di meno rispetto ad un prestito della stessa somma per 30 giorni. Nel caso di cms, invece, pagherai sempre la stessa cifra.

Quanto sopra perché la Cms è semplicemente una percentuale che si applica al massimo scoperto che hai avuto nel periodo di riferimento (di regola il trimestre). Il tuo conto è andato in rosso fino a € 10.000 anche per un solo giorno? in ogni caso la Cms verrà applicata per intero su tutti i 10.000 euro.

Come avrete notato, il problema è che non si comprende a quale titolo il cliente debba pagare tale costo. Difatti, la remunerazione per il prestito viene già corrisposta alla banca tramite la corresponsione degli interessi. In tal senso, perché bisogna pagare un ulteriore “interesse” (ossia la cms) ?

Restituzione della Cms

Stante le considerazioni fatte sopra i Giudici hanno ormai da tempo ribadito che le commissioni di massimo scoperto sono prive di ratio e causa contrattuale e pertanto sono nulle. Gli importi corrisposti alla banca dovranno essere restituiti al cliente.

Questo per le Cms corrisposte sino al 2009.

Dopo il 2009, il legislatore ha voluto “regolamentare” il fenomeno facendo di fatto un regalo alle banche. In realtà anche nel periodo tra il 2009 e il 2011 è probabile che le cms corrisposte siano comunque illegittime, in quanto in alcuni casi le banche non si sono adeguate correttamente alle disposizioni previste.

L’evoluzione di tale disciplina ha portato nel 2011 ad un nuovo intervento (D.L. 6.12.2011, n. 201; L. 22.12.2011, n. 214) che ha stabilito definitivamente la nullità della cms come precedentemente concepite. Oggi la banca applica la cms, ma con modalità operative diverse.

Pertanto, se avete conservato i vostri estratti conto potreste ritrovarvi la piacevole sorpresa di dover richiedere un po’ di soldi al vostro istituto di credito.

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