Quando CRIF ti iscrive in banca dati deve avvisarti

CRIF e l’obbligo informativo

Molto spesso le societĂ  private di “gestione del rischio” provvedono ad effettuare in automatico segnalazioni che possono rilevarsi fatali per l’attivitĂ  lavorativa.

Sebbene esista una distinzione netta tra la Centrale Rischi della Banca d’Italia e quella delle societĂ  private, in ogni caso, è necessario rispettare dei rigidi obblighi di condotta.

L’art. 4, comma 7, del Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi di informazioni creditizie, obbliga l’intermediario segnalante ad inviare un preavviso di iscrizione.

ModalitĂ  di invio del preavviso

Troppo spesso CRIF e gli altri intermediari del settore tentano di far passare come “avvisi” dei meri solleciti di pagamento o avvisi di inadempimento.

Tali tipologie di comunicazione NON sono sufficienti ad avvisare l’utente dei pregiudizi connessi all’iscrizione in banca dati.

Sopratutto ed inoltre, NON risulta sufficiente la mera dichiarazione di avere inviato il predetto avviso. L’intermediario deve dimostrare di averlo inviato e che lo stesso sia stato ricevuto (ad esempio tramite raccomandata con avviso di ricevimento).

Nel caso in cui il soggetto dichiari di non aver mai ricevuto il predetto preavviso, necessariamente l’intermediario segnalante sarĂ  tenuto a fornire la prova della ricezione da parte del destinatario.

Inoltre è necessario che il preavviso venga recapitato alla persona diretta destinataria e comunque al servizio dello stesso.

Il codice civile all’art. 1334 prevede che gli atti unilaterali producono effetto dal momento in cui pervengono a conoscenza della persona alla quale sono destinati.

Solo in quel momento, il cliente può ritenersi correttamente avvisato.

 

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