Danno all’immagine in caso di assegno protestato illegittimamente

Tribunale Torino del 19 agosto 2011

Nuova conferma della giurisprudenza in merito  al danno all’immagine subito nel caso di segnalazione illegittima.

Il giudice sancisce l’obbligo di risarcire i danni d’immagine e patrimoniali subiti da chi è stato ingiustamente segnalato alla centrale rischi per un assegno indebitamente protestato e per l’inserimento del nominativo della società nell’apposito registro della camera di commercio.

Sentenza integrale

– Che con ricorso depositato in data 22.7.11, notificato il 287.7.11, la spa (…) in persona del suo amministratore, ha chiesto inibirsi alla Camera dì Commercio la pubblicazione dei protesto dell’assegno bancario n. (…) emesso per Euro 2.870,00 in favore di (…), avente sede in (…) – posto all’incasso presso l’agenzia di Settimo Torinese della Banca Popolare dì Movara – ed ove già pubblicato disporsi la sospensione della pubblicazione; ed inoltre disporsi la sospensione della iscrizione del proprio nominativo nella Centrale Rischi interbancaria ai sensi dell’art 10 bis legge 386/90, deducendo la nullità dell’assegno perché emesso privo di data, in quanto rifasciato in garanzia di rapporto contrattuale poi risolto fra le parti;

– Che costituendosi nei presente procedimento la (…) ne ha eccepito la improcedibilità, per non essere essa destinataria di alcuna domanda cautelare; ha eccepito inoltre che tra le parti erano stati già definiti i rapporti obbligatori, producendo a tale proposito missiva attestante l’avvenuto pagamento dopo il protesto dell’assegno in questione con imputazioni: a rapporti contrattuali pregressi o per futuri crediti, ed ha concluso chiedendo il rigetto dell’istanza.

– Che risulta documentalmente provato che l’assegno bancario n. (…) di Euro 2.870,00 è stato ricevuto da (…) a garanzia di presentazione di Fideiussione in relazione a rapporto contrattuale conclusosi tra le parti in data 22.12.10 (doc. 5 di parte ricorrente), e che l’assegno venne emessi privo di data;

– che il suddetto assegno è stato quindi posto all’incasso del (…) in pagamento di fatture emesse in relazione a rapporti contrattuali ulteriori e diverso da quello di cui sopra;

DIRITTO

– che nel caso di specie non vi è necessità di integrare il contradditorio con la Camera di commercio,

In tema di pubblicazione degli elenchi protesti, l’operato della C.C.I.A,A. si caratterizza infatti quale mero atto materiale, con fasi indicate in maniera particolareggiata dalia legge e non è riconosciuto all’Ente camerate alcun tipo di discrezionalità. Trattasi di’ atto divulgativo di notizie e non autoritativo. Non è pertanto configurabile un interesse giuridico della Camera di commercio a stare in giudizio, se non le vengono mossi specifici rimproveri, in quanto il contenzioso civile ha il solo scopo di tutelare il soggètta ingiustamente protestato a causa dì comportamenti estranei alla C.C.I.A.A. (cfr. Tribunale di Latina, Sez. distaccata di Terracina (Lf), ord. n. 4661 del 19/10/2005). Ne deriva inoltre che non essendo configurabile nei confronti dell’Ente camerale alcuna azione di merito, non è ipotizzabile neppure una sua chiamata in causa nei procedimento cautelare in quanto anticipatone della prima. (Tribunale di Bologna, Sez. III, ord. del 14/11/2005). In tal senso si inquadra l’insegnamento detta Suprema Corte, secondo il quale l’ordine di sospensione e di cancellazione, de! Giudice alla Camera di commercio le viene impartito non quale autrice della levata dei protesti, ma quale Ente deputato alla loro pubblicazione.

– che appare verosimilmente fondata la pretesa della odierna ricorrente di veder dichiarata la nullità dell’assegno per mancanza dèi requisiti formali dei titolo e per illegittimo riempimento dello stesso.

Parte ricorrente ha prodotto copia dell’assegno ai momento della consegna alla prenditrice, che l’ha sottoscritto per ricevuto con atto che attesta e conferma il titolo a quel momento fosse privo di data.

Risulta inoltre in atti che l’assegno per cui è causa è stato consegnato prima del 22.12.10 (data della missiva di ricevuta sottoscritta da (…)) ed emesso non con funzione di pagamenti bensì “a garanzia della prestazione di fidejussione”.

L’assegno privo dell’indicazione della data è un titolo radicalmente nullo e può valere solo come promessa di pagamento potendo presumersi “juris tantum” l’esistenza del rapporto sottostante; pertanto la consegna al creditore di un assegno senza data di emissione non costituisce un valido mezzo di pagamento, (cfr Cass. Sez. 1, n. 13949 del 16/06/2006)

– che alla declaratoria di nullità del titolo consegue l’illegittimità del protesto, cui si correla il diritto del trattario a veder inibita l’inserzione del proprio nominativo nell’elenco dei protesti. Diritto che secondo quanto evidenziato anche dal Giudice delle leggi – ih sentenza che ha ribadito la legittimità costituzionale dell’art, 3 della 1. 77/1955 nella parte in cui non pone distinzione tra debitore colpevole e non colpevole ai fini delta pubblicazione – è azionabile-anche in via cautelare avanti al giudice ordinario per ottenere l’ordine di sospensione ex art 700 c.p.c. di tate adempimento, con successiva cancellazione definitiva (Corte Costituzionale n 151 /1994).

– che l’inserimento del nominativo detta società ricorrente nell’elenco dei protesti redatto dalla CCIAA e nella centrale alla Centrate di Allarme interbancaria – pur essendo conseguente a condotta pienamente legittima dà parte degli Enti obbligati per legge a tate incombente – appare tuttavia idoneo, a provocare di per sé un danno di immagine e patrimoniale per le conseguenze che possono derivare alla ricorrente ed alle società collegate in ordine ai rapporti .di fido esistenti;

– che per i motivi che precedono deve ordinarsi alla CCIAA ove l’assegno è stato protestato, territorialmente competente per gli adempimenti conseguenti, di sospendere la pubblicazione del protesto elevato per il mancato tempestivo pagamento dell’assegno in questione, ed inoltre ordinarsi a (…) istituto di credito trattarlo, di sospendere l’iscrizione di (…) nella Centrale d’Allarme Interbancaria, e soltanto qualora già inserito il nominativo della società dispone annotarsi sull’iscrizione stessa il presente ordine di sospensione;

– che il presente provvedimento anticipatorio non appare comunque idoneo a definire la controversia tra le parti, stante la natura del provvedimento richiesto ed accordato, meramente sospensiva della pubblicazione del protesto e dei dati della traente, e che per tale ragione la decisione sulle spese viene rimessa alla fase del merito, con termine di legge a parte ricorrente per l’introduzione della causa

P.Q.M.

in accoglimento del ricorso proposto:

ordina alla CCIAA territorialmente competente di sospendere la pubblicazione del. protesto elevato per il mancato tempestivo pagamento dell’assegno n. (…) di Euro 2.870,00; di cui in premessa; ordina a (…) quale istituto di credito trattario del predetto titolo, sospendersi l’iscrizione di (…) nella Centrale d’Allarme Interbancaria, e qualora iscritto dispone annotarsi sull’iscrizione stessa il presente ordine di sospensione;

fissa a parte ricorrente termine di legge per l’introduzione della fase di merito.

Spese al merito

Moncalieri, 13.8.11

Il Giudice Sergio Pochettino

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